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Scuola secondaria Enrico Fermi

2017

Concorso di progettazione in 2 fasi per la ristrutturazione e la riorganizzazione della Scuola Secondaria di I grado Enrico Fermi di Torino
consulente per l’architettura


committenza:
Fondazione Agnelli
Compagnia di San Paolo

progetto architettonico:
Orazio Carpenzano
Fabio Balducci
Paolo Marcoaldi
Sandro Giannasca
Ottavio Ferri
Alessandro Pirisi

altre figure professionali:
Alberto Parducci [strutture]
Francesco Mancini [sostenibilità]

localizzazione:
Piazza Carlo Giacomini 24, Torino, Italia


Il progetto sovrascrive sul complesso esistente a partire dalla sua internità. La riarticolazione spaziale si concentra sui presupposti funzionali del bando e attiva una vera e propria estensione e adattività degli ambiti destinati alla didattica, ai laboratori, e la loro relazione con gli ambienti collettivi.
Il progetto cerca di colmare la mancanza di spazio per le attività all’aperto attraverso una più incisiva connessione tra gli spazi esterni nei quali sono previste funzioni distinte. Oltre al cortile coperto che potrà accogliere anche funzioni sportivo-ricreative abbiamo cercato di connotare l’area adiacente alla mensa scolastica attraverso un giardino che potrà essere sia un luogo ludico che un laboratorio botanico all’aperto. Un’altra estensione all’esterno è prevista per il laboratorio delle attività tecniche. Tra tali spazi sarà maggiore la circolarità per favorire una totale accessibilità alle strutture.
Lo spazio racchiuso tra l’atrio, la palestra e il volume didattico è connesso a via Baiardi attraverso una discesa gradonata. In questo grande spazio collettivo abbiamo collocato un volume sospeso per rifugiarsi. Esso offre ospitalità a funzioni rilassanti, e per organizzare attività didattiche tranquille. È raggiungibile dal cluster al primo livello attraverso un ponte chiuso che serve da passaggio verso la luce, annullando totalmente la vista esterna. Abbiamo isolato un segno, una forma, uno spazio che potesse incorporare, attraverso un particolarissimo rapporto con la luce, un abitare altro, infrequente. Una bottiglia, una clessidra, una mongolfiera vincolata nel tetto, costruita come un canestro di mattoni nell’aria. Una stanza di circa 25 m2 dove si è soggiogati dalla tensione congiunta del cerchio e del cono, che consente di sbirciare nell’atrio o di guardare la faccia del cielo.
Le grandi attrezzature collettive (biblioteca, palestra e mensa) possono accogliere diversi scenari di utilizzo, per l’apprendimento di competenze relative alla capacità di impiegare il tempo libero in modo creativo; consolidare le relazioni; condividere regole e interessi aprendosi al quartiere (un’ulteriore risorsa per crescere).
Sono concepiti come gruppi di aule caratterizzati da aree comuni che sviluppano attraverso spazi funzionali un’adeguata filiera formativa. Sono collocati al primo e secondo piano e direttamente connessi ad uno spazio distributivo (non accessorio ma pienamente inserito nel percorso di apprendimento) che tende a confluire in un ambito collettivo gradonato, dove gli studenti possono svolgere attività sperimentali interclasse. I cluster sono ulteriormente serviti da laboratori didattici e da aree rifugio rivolte verso le serre, dove sarà possibile trovare adeguate forme per attività individuali o in piccoli gruppi.

Orazio Carpenzano