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Colosseum – Square and Museum. Moving through history in the time of global tour

2016 - in corso

responsabile scientifico


responsabile scientifico:
Orazio Carpenzano

gruppo di lavoro:
Elisabetta Cristallini
Francesca Faccioli
Filippo Lambertucci
Clementina Panella
Pisana Posocco
Manuela Raitano

con
Francesca Romana Castelli, Stefanos Antoniadis, Fabio Balducci, Giovanni Rocco Cellini, Micaela Didomenicantonio, Letizia Gorgo, Edoardo Marchese, Paolo Marcoaldi, Luca Porqueddu, Gloria Riggi, Irene Romano, Giuliano Valeri

È possibile dire qualcosa di innovativo in merito ad una delle aree più note al mondo?
Il Colosseo e l’area monumentale circostante costituiscono una delle figure più note e forse abusate nell’immaginario collettivo non solo del turista mondiale, ma anche del cittadino romano stesso. Sul monumento e le sue adiacenze si stratificano una serie di problematiche che vengono abitualmente affrontate sul campo delle singole e specifiche competenze, da quella archeologica e della conservazione a quella della mobilità, fino a quella della cosiddetta valorizzazione e perfino dell’ordine e decoro pubblici, senza tuttavia ricondurle in un’ottica di sistema.
Il progetto che intendiamo condurre dovrebbe costituire un sistema di misura delle questioni teorico-tecniche e offrire un necessario riscatto poetico alla dimensione del tema.
Ogni generazione, a nostro avviso, deve produrre nel nuovo la sua idea dell’antico. Interpretare significa quindi tradurre la Storia non come parte separata ma come continuum riproducibile di risorse attraverso cui la città può riorganizzare la sua vita urbana e civile. Il Grande Museo del Colosseo da noi proposto dovrà cercare il suo impianto, forse “sospeso”, nell’area del Ludus Magnus, in sintonia con le indicazioni della Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale. Il progetto dovrà conservare la memoria dell’Anfiteatro, in cui far convivere le sue forme storiche con le opere che le adornavano in uno scambio continuo tra il Museo del Colosseo e la Piazza del Colosseo, anche attraverso una trasmigrazione dal fuori al dentro, dal “sopra al sotto” in termini sia spaziali che cronologici.

Orazio Carpenzano