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Spazio interreligioso nella Città Universitaria

2021 - Today

coordinatore di progetto

IN CORSO


committenza:
Sapienza Università di Roma

governance:
Antonella Polimeni [rettrice]
Simonetta Ranalli [direttrice generale]
Giuseppe Ciccarone [prorettore vicario]
Carlo Bianchini [prorettore al patrimonio architettonico]
Enrico Bentivoglio [direttore area gestione edilizia]

progettisti:
Orazio Carpenzano
con
Fabio Balducci
Andrea Parisella

altre figure:
Guendalina Salimei [direttrice master edifici per il culto]


Il progetto prevede la ristrutturazione di uno spazio intercluso tra l’accesso alla Gipsoteca e le aule per la ricerca e la didattica poste al piano seminterrato dell’edificio di Lettere e Filosofia progettato da Gaetano Rapisardi.
Tale spazio, oggi sottoutilizzato e caratterizzato da un evidente degrado delle componenti architettoniche, tecnologiche e naturali, viene recuperato e adibito all’incontro tra diverse confessioni religiose attraverso stanze che consentano la professione dei culti. Una di queste stanze non ha connotazioni specifiche e si offre come spazio accogliente per tutte le confessioni religiose e laiche; la seconda è dedicata al culto islamico; la terza a quello ebraico.
Siamo all’interno della Città Universitaria di Sapienza, luogo internazionale dove studiano e lavorano uomini e donne appartenenti alle più disparate confessioni religiose. Il progetto evita dunque ogni connotazione degli spazi con simboli appartenenti a specifiche religioni, ma tenta piuttosto di favorire il raccoglimento spirituale di ogni credente. Chiunque può entrare e sostare per il tempo che desidera in questi ambienti, condividendo lo spazio e il silenzio con gli altri. Lo spazio comune diventa un luogo di meditazione e di pace, nel quale si dovrà percepire il valore del silenzio, per comprendere e riflettere su un rituale civile che tutti noi conosciamo e pratichiamo nel momento in cui la parola non è più utile.
Ogni ambiente è disimpegnato da una galleria comune che funge da transetto tra l’accesso alla Gipsoteca e l’edificio di Lettere, in aderenza alla geometria dell’esistente. La galleria si riversa in uno spazio aperto caratterizzato da un piano inclinato, che raccorda la quota urbana al seminterrato. Questo spazio, allestito a giardino, è abitato da un ulivo scelto come simbolo dei popoli più diversi e dalle culture più distanti in segno di pace amore e speranza.

Orazio Carpenzano